Con l’incontro “Prendersi cura di chi cura”, Auroradomus ha aperto il percorso che accompagnerà la cooperativa verso le celebrazioni del suo 40° anniversario nel 2026. Non una celebrazione formale, ma un’occasione per riflettere su chi siamo oggi e sulla direzione che vogliamo continuare a seguire. L’evento ospitato presso la sede del Gruppo ha coinvolto numerose persone tra soci, professionisti in presenza e online.
Ad aprire la serata è stata Cristina Bazzini, Presidente del Gruppo, che ha ricordato il valore simbolico di questo passaggio in un anno significativo: mentre Colser celebra i suoi 50 anni, Auroradomus si avvicina ai 40. "Realtà diverse, unite dagli stessi valori. La nostra forza – ha sottolineato – è crescere mantenendo al centro la persona, il lavoro e la responsabilità verso i territori".
Nel suo intervento, la Presidente di Auroradomus Marina Morelli ha riportato l’attenzione sul senso dell’iniziativa. "Quello di oggi è un punto di partenza. Quarant’anni non sono solo un traguardo, ma una responsabilità. Crescere significa scegliere, anche nei momenti complessi, restando fedeli ai nostri valori: competenza, fiducia, etica e persone".
Fondata nel 1985, la Cooperativa ha attraversato negli anni importanti passaggi di integrazione e sviluppo, unendo storie e culture cooperative diverse in una realtà oggi coesa e presente in sei regioni italiane.Oggi siamo oltre duemila tra socie, soci, lavoratrici e lavoratori. Operiamo nei servizi alla persona, nell’educativo, nella disabilità, nel sanitario, nell’assistenza, ma anche nella progettazione, nella gestione, nella qualità, nelle risorse umane."La cura – ha ricordato Morelli – si esprime in molti modi. Ogni ruolo, anche quello meno visibile, è parte essenziale del nostro lavoro di comunità".
Non è mancato un riferimento alla fase complessa che la cooperazione sociale sta attraversando: la carenza di personale nei settori sociosanitario ed educativo e la fatica quotidiana di garantire qualità e continuità nei servizi. "Siamo consapevoli della stanchezza che attraversa molti di noi. Stiamo lavorando per rendere il lavoro più sostenibile e per valorizzare le persone che fanno vivere Auroradomus. Il nostro impegno è prenderci cura delle persone, dentro e fuori i servizi".
È proprio da qui nasce il senso dell’incontro: “Prendersi cura di chi cura” non come slogan, ma come direzione culturale e organizzativa.
Protagonista della serata è stato Luca Mazzucchelli, psicologo, psicoterapeuta e divulgatore, tra i più seguiti in Italia sui temi della crescita personale e del benessere organizzativo. Con uno stile diretto e accessibile, ha accompagnato il pubblico in una riflessione concreta sul rapporto tra equilibrio personale e qualità professionale.
Mazzucchelli ha richiamato l’importanza dell’ascolto, della consapevolezza dei propri limiti e della capacità di riconoscere le proprie risorse come condizioni fondamentali per chi opera nei servizi alla persona. In contesti complessi come quelli sociosanitari ed educativi, la competenza tecnica non è sufficiente se non è sostenuta da un lavoro continuo su di sé, sulle proprie motivazioni e sulle relazioni.
Il suo intervento ha offerto strumenti pratici e spunti applicabili nella quotidianità lavorativa: dalla gestione dello stress alla costruzione di relazioni di fiducia, fino alla responsabilità individuale nel contribuire a un clima organizzativo sano. Un messaggio chiaro: il benessere personale non è un elemento accessorio, ma una componente strutturale della qualità dei servizi.
L’anteprima del 40° è il primo passo di un cammino che nel 2026 attraverserà territori e servizi, per raccontare quarant’anni di cooperazione costruita insieme alle persone.

